LE MONOCOTTURE DI ROMY BARRILE

Le sculture, i bassorilievi in monocottura come pure i dipinti di Romy Barrile, traggono spunto dalla forma fisica della figura umana e dagli aspetti della natura vegetale e marina e li rivisitano iconicamente ed allegoricamente, quali esiti di una ricerca plastica ed introspettiva, che diviene sintesi tra le realtà dell'essere e l'essenza esistenziale.
La vita quotidiana la realtà fenomenica, i sentimenti, l'emozioni dell'individuo sono le tematiche filo conduttore che muovono e sostentano la figurazione simbolica e scarna della Barrile.
Un lavorio di scavo nella materia e di modulazione - modellatura, con pochi tratti somatici salienti e metaforici: la scultura elabora foggiature - immagini di coinvolgente immediatezza, comunicazione, messaggio, dalla sottile, drammatica poetica prenianza. Forme figure, parafrasi di stati d'animo, pensieri, attimi fuggenti di vita pervase di coinvolgenti, inquietanti, ovattati silenzi. L'effetto espressivo e colloquiale con i riguardanti, nelle opere della Barrile, è soprattutto affidato e sottolineato nell'impiego del "cotto".
Il materiale refrattario monocromatico in policromia, esalta il nitore e la determinazione del tratto e del contorno delle sagomature; amplifica la sensazione di calore e la vibratilità di volumi e del rigore spaziale.
Un felice connubio tra "sostanza" e dinamismo esecutivo: frutto e conseguenza di talento e predisposizione, di costante impegno nella manualità quanto di profonda sensibilità caratteriale ed estro rappresentativo.
Ogni soggetto della creatività della scultrice è trepido e vivido: caratterizzato da esigenza e nostalgia di bellezza, è teatro esplicativo di dolore e pacificazione, palcoscenico di passione e di apatia, affetto e trasporto, solitudine, rapporto di coppia.
Nei bassorilievi e nei pastelli ad olio propone pulsanti ed ardenti scorci e visioni del mondo floreale ed agreste, seduce con suadenti panorami e situazioni dell'ambiente che ci circonda.
Nelle sculture le "forme" sono ricercate, svettanti e sinuose improntante a calma, serenità, fissità metafisica: le opere soffondono la "presenza" di un'aura di attesa, come se ogni soggetto fosse circondato da una emanazione pancia.
Si direbbe che le "figure" ideate dalla Barrile siano riprese, rivolte verso un ipotetico orizzonte o una probabile destinazione, che le attende: trattenute però da una forza sovrastante. Quasi che, la scultrice, in queste composizioni, volesse raccontare verità recondite del suo io: trasfuse nel suo fare come testimonianze-rivelazioni di quell'inconoscibile e fremente coacervo di segreti e misteri che è l'inconscio; che mai può del tutto dichiararsi.
Ma in tutte le opere, soprattutto nelle sculture l' "io" della Barrile appare, per incarnarsi e di svelarsi in quelle modellature, in quei rapidi, secchi, toccanti gesti di compiutezza formale, nel sapido e netto gioco di pieni e vuoti.
Nel momento di coesione tra coscienza, ideazione, armonizzazione plastica dell'espressività della Barrile, c'è tutto l'incanto ed il tormento dell'essere e dell'esistere: la vita e la vicenda della persona resa ancora più intrigante, attraente, avvincente ed irrinunciabile, con l'arte.

Giannina Scorza