PRESENTAZIONE DI GIOVANNI LUNARDON

Talvolta la capacità tattile del modellatore a contatto con la materia ceramica può raggiungere un tale livello di perizia formale da rendere anche l'eterea consistenza della superficie marina che s'increspa e si rompe in una cascata di onde ripiegate le une sulle altre: sono i "Fogli d'acqua" di Romy Barrile, aeree sfoglie di argilla sovrapposte, striate di bianco e di azzurro come la spuma delle onde ritmicamente sollevate verso il cielo dall'infuriare della tempesta; sono le "Cascata Terrose" evocate da Milly Coda, paurosi cavalloni sporcati dal calore della terra risucchiata dal fondo marino, gonfi di vento che si spengono fragorosamente a terra.
Questa volta è l'immagine di una natura impetuosa, quasi violenta, ad imprimersi nella fantasia creatrice di Romy Barrile, una natura sconvolta e quindi, forse per desiderio di vendetta, sconvolgitrice, capace di generare dal suo ambivalente ventre, di madre e matrigna, quelle "improvvise voragini" e "onde irose" che ricorrono nella poesia di Milly.
Sempre nell'eclettica arte di Romy Barrile, che spazia dai sentieri della modellazione alle sfumature pittoriche dei pastelli, è la presenza della natura il vero centro focale, amplificata nei suoi più minuziosi particolari dalla labirintica nodosità di un albero all'impercettibile movenza dei filamenti d'erba all'incrinarsi del mare: da qui si irradia l'idea creativa, che non di rado supera i confini del reale per raggiungere un accattivante orizzonte informale dove l'intuizione artistica è finalmente libera dall'impaccio dell'oggettività.

Giovanni Lunardon