L'IRIDESCENTE LUCE DI ROMY BARRILE
La circolarità e l'aspetto dinamico delle forme rotanti che si intersecano con l'orizzontalità del soggetto e la verticalità del segno: dal loro equilibrio nasce il soggetto.
Il principio esplorativo di questa artista dalla sensibilità tipicamente femminile si manifesta nell'istinto attivo passivo della sua creatività; come il soffice, il segreto, l'evanescente, il misterioso, l'azione l'oblio. Queste particolarità si trasformano nell'ombra dura della roccia, nel freddo dell'acqua, nel tiepido primaverile della vegetazione, nel soffice della terra, nel calore del sole, nella lucentezza del cielo.
L'operare nell'arte di Romy Barrile è contemporaneamente forma e contenuto, confessione e inganno, gioco e messaggio, astrazione e concretezza; impersonale e allo stesso tempo personalissima. Nell'arte di Romy la vita resta, però, sempre il punto di partenza per ogni interpretazione. La tensione fra il soggetto e l'oggetto, fra esperienza e forma, fra la visione originaria e opera conclusa, rientra nel possesso creativo. Questa tensione nasce soltanto con la realizzazione pratica della visione artistica, mentre nel momento ricettivo nasce fra il significato obiettivo dell'opera e la visione personale di chi la fruisce.
I pastelli, nella fermezza del colore dalla folgorante intuizione cromatica, nella iridescenza della luce e le sculture, terrecotte spiritualmente verticali anche quando sono ripiegate su se stesse, la dolcezza dei gesti conservata nell'essenzialità della struttura usata come concetto fondamentale di "stile". Tutto questo ci conduce a un'idea del quotidiano che riporta il nostro immaginario ai rituali collettivi dell'uomo universale, continuità senza tempo in una storia infinita.
Gianni Daccomi |