PRESENTAZIONE DI LUCIANO CAPRILE

L'analisi della natura apre prospettive incommensurabili alla creatività e alla personale capacità di stupefazione. L'artista che riesce a dimenticare l'immagine esteriore (per esempio la forma di un albero o la coreografia visivamente accattivante di un campo fiorito) può riuscire ad assaporare un universo nuovo, impensato, seducente, alimentato dalla curiosità e dal desiderio di una rinnovata percezione.
La materia offre i suoi segreti alla perentorietà chirurgica od alla delicatezza indagatrice che si fa specchio di chi è alla ricerca dell'arcano. Superata la barriera della forma e dalla verosimiglianza, la conquista diventa un confronto di consapevolezze anche se la scoperta può ricevere il ritorno di un piccola disagio contemplativo. Da qualche tempo Romy Barrile ha scelto questa strada pittorica agevolata dalla perizia dell'uso del pastello che dichiara e svela vari livelli di profondità nel particolare espresso tramite armonie tonali e compositive, tramite equilibri gestuali che in qualche caso lasciano intravedere in pretesto originario del racconto tanto ravvicinato, tanto prossimo alla sostanza da sconfinare nell'informale. Ma riappare pur sempre il richiamo della natura, un sentore di corteccia di terra, un alito di vento e un o scompiglio di fili d'erba. L'artista sembra avvalersi di una lente o di un microscopio piuttosto che del puro e libero gesto affrancato da ogni tentazione visiva, da ogni confronto e da ogni conforto col reale.
Osserviamo ora qualche opera in mostra. L'attenzione di "Forme Silenti" si concentra sulle nodosità di un tronco che si trasforma in una teoria di presenza animata: l'idea della metamorfosi viene accentuata dal ritmo dei movimenti circolari che accompagna sovente l'ideazione della Barrile. Queste sovrapposizioni di segni fanno parte di una gestualità accresciuta da un desiderio di velare, di ovattare la memoria di un possibile paesaggio. Ma se questa poteva rivelarsi come una esigenza di qualche tempo fa, quando le composizioni concedevano una certa descrizione di elementi oggettivi, ora tale rarefazione rotatoria aiuta l'accelerazione di un desiderio di dissolvenza o concorre a temperare l'evidenza di una ferita.
E' il caso di " Vena di fuoco" (incenso), dove il taglio che distilla la linfa spalanca il suo dono attraverso un atto simbolico di sofferenza.
Molti artisti, da Sutherland a Scanalino, a Morlotti, a Sirotti, hanno guardato ai misteri della natura per leggere meglio in se stessi e per lasciarsi una testimonianza di coerente confronto con un microcosmo alimentato da palpitante vitalità.
In " Verticalità" lo sguardo si smarrisce tra le variegate maglie di una impenetrabile sequenza di frange perpendicolari. L'incommensurabilità del particolare spalanca misure d'angoscia allo sguardo che vuole arrischiare la profondità e suscita desideri tattili nell'ampia variabilità tonale delle combinazioni. Visioni e lampi di luce si liberano dal "Sasso Verde" e da "Teorie di Sassi", dove occorre subito dimenticare il ruolo effimero dell'erba per considerarlo un pretesto di movimento, un elemento di ombra o di chiarezza per tutto quello che si cerca e si desidera oltre l'evidenza delle cose. Incontriamo poi "Iridescenza" e "Sasso Blu" che nascondono cuore e anima sotto il ventaglio degli effetti cromatici dettati dalla rifrazione della luce.
Questo discorso legato all'indagine della materia che si fa figura e la dimentica compare anche nella pittura ma il concetto sopra espresso rimane complessivamente valido. Le sfoglie di argilla piegandosi e introflettendosi incontrano l'inganno o la volontà fantasmatica figure umane o parvenze arboree. E' la mano che sa farsi condurre dalla materia; l'intenzione dell'artista viene dopo e ancora dopo si aggiunge l'intenzione di chi guarda e di chi vuol vedere ciò che gli suggerisce la sensibilità e l'occasione.
Questo sembra volerci dire Romy Barrile.
E con tale viatico muove i passi che lei stessa asseconda in una continua sorpresa con il confronto di una sapienza narrativa supportata dalla tecnica.

Luciano Caprile